Basilica di Santa Caterina Alessandrina
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Basilica di Santa Caterina Alessandrina

Pedara (CT)

Via S. Caterina, 2

La Basilica di Santa Caterina Alessandrina è considerata una delle chiese più belle della Sicilia grazie al suo solenne prospetto e all'alto campanile che la correda, oltre a ciò l'intero complesso architettonico è considerato uno straordinario esempio di "chiesa nera" dell’Etna in cui l'uso della p

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La Basilica di Santa Caterina Alessandrina è considerata una delle chiese più belle della Sicilia grazie al suo solenne prospetto e all'alto campanile che la correda, oltre a ciò l'intero complesso architettonico è considerato uno straordinario esempio di "chiesa nera" dell’Etna in cui l'uso della pietra lavica e degli intonaci trova qui una delle sue massime espressioni. Durante il corso degli anni, la chiesa fu interessate da parecchie costruzioni e ricostruzioni. La prima costruzione risale al 1547, in stile romanico, ma venne successivamente ampliata nel 1691 per rendere la chiesa una struttura più spaziosa ed attrezzata, capace di ospitare i numerosi fedeli. Sfortunatamente, l'11 gennaio del 1693 un terremoto distrusse l'intera città di Pedara e della chiesa appena ricostruita rimase ben poco. La grandiosa opera di ricostruzione richiese oltre 10 anni di lavoro e si concluse solo nel 1705, grazie a don Diego Pappalardo.

L'interno della basilica si sviluppa in tre navate chiuse da absidi, basandosi sul modello della basilica paleocristiana priva di transetto, in cui l'arco trionfale funge da collegamento tra l'abside e la navata centrale. Ciascuna delle navate è separate dalle altre da una serie di pilastri con arcate a tutto sesto che conducono il visitatore a spostare lo sguardo verso l'area absidale. Adiacente al corpo principale della struttura, vi troviamo la sagrestia e gli uffici parrocchiali a cui si accede attraverso un portale interno in pietra lavica e bianca, in stile romanico, risalente al 1547. Il portone è considerato il monumento più antico del borgo e sostiene una porta di tavole e di castagno dalla quale emergono 122 grossi chiodi che, secondo la tradizione, rappresenterebbero il numero delle famiglie che contribuirono alla costruzione dell'originaria chiesa. Gli interni della basilica sono ricchi di opere d'arte, fra cui affreschi realizzati dal pittore Giovanni Lo Coco, originario di Acireale, e alcuni dei suoi allievi. Sulle volte della navata centrale fanno capolino delle pitture raffiguranti la vita e le opere di Giovanni Battista, mentre nelle pareti del presbiterio e nella conca absidale vi troviamo affreschi narranti la vita e il martirio della Santa Caterina d'Alessandria. Notevole è l'altare maggiore situato al centro dell'area absidale, ricco di intarsi policromi incastonati secondo uno schema di decorazione floreale e figurativo, un classico della produzione artigianale delle maestranze messinesi. Infine, nell'abside di destra si può notare un quadro raffigurante il martirio di Santa Caterina, opera di Mattia Preti, e soprattutto il sepolcro del sacerdote Diego Pappalardo.

L'esterno della chiesa riflette la suddivisione interna grazie alla scansione della superficie attraverso l'utilizzo di paraste in pietra lavica. Da notare i monumentali portali corredati da decori. La struttura completa la sua magnificenza con la torre campanaria, suddivisa in tre livelli che terminano con una cuspide a maioliche policrome e un rarissimo esemplare di meridiana sulla facciata rivolta verso sud.

Curiosità:

  • Nell'aprile del 1996 Papa Giovanni Paolo II ha elevato la chiesa al rango di basilica minore.
  • La chiesa è la più importante dell'Ordine di Malta in Sicilia.
  • Il sagrato venne realizzato solamente alla fine dell'Ottocento, incorporando nella sua struttura un'antica cisterna del Seicento. L'originaria pavimentazione in cotto venne sostituita nel 1945 da un rivestimento in pietra lavica.

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